Ci rendiamo conto che Martok non ha più l’ombra! Dopo vari tentativi, constatiamo che l’unici incantesimi che non hanno effetto su di lui sono quelli che usano l’ombra come tramite. Durante la notte sentiamo delle urla di animali, ci svegliamo tutti, ma rendendoci conto le urla pian piano svaniscono, torniamo a dormire.
16 di Lagunarin
Ci siamo attardati fin troppo. Ripartiamo. La giornata prosegue senza intoppi, la sera ci accampiamo. All’improvviso dagli alberi sbuca una thiefling: ha i vestiti lacerati ed è coperta di ferite. Nonostante la diffidenza, la paladina cura le sue ferite. Non ha armi, sembra spaventata, ma orgogliosa. Il bardo, cantando un’inno alla memoria della Testa della Lince, sembra abbassare la sua diffidenza. Ci racconta che viene da Zabra. Ci dice che dopo aver ascoltato il messaggio della nostra regina, la città è insorta contro i draconici. Dopo una prima illusoria vittoria, i draconici sono tornati con la Mano del Demone. Zyva, questo è il suo nome, prosegue il racconto: la Mano, seppur fossero solo in quattro, ebbero vittoria facile, sterminando tutti i cittadini. Solo lei, non si sa come, o almeno ci dice di non saperlo, è stata teletrasportata qui. Non sapendo cosa fare, ha deciso di seguire le nostre tracce, le uniche visibili. Per il momento le crediamo, accettiamo che stia con noi, a patto che accetti di essere legata per la notte. Accetta
17 di Lagunarin.
Dop aver attraversato le colline, arriviamo al fiume: attraversato da una corrente decisamente forte. Minerva trasformata in aquila da Xyr, va in perlustrazione. Al ritorno ci riferisce che poco più a sud, per un breve tratto, il fiume fluisce sottoterra, per poi riemergere poco dopo: creando così una specie di passerella nartrale. Ipotizziamo che sia la strada giusta da percorrere.